Archiviato in: scleri del quotidiano vivere | Tag: ucraina; estate; speranza; progetti; ottimismo;
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
G.Gaber da “La Libertà.
Siamo al 20 di maggio, e nonostante questo umido e insalutare clima delle nostre ultime giornate, tra circa un mese ci troveremo ad abbandonare il pensiero primaverile, per addentrarci nel mite e fancazzista clima estivo. Ho sempre visto la stagione estiva come il momento per riprendersi, per recuperare le forze e le energie consumate, per allontanare dalla testa i pensieri scomodi e lasciarsi andare in serate dionisiache e psichedeliche possibilmente accompagnato da buoni amici e se c’è la figa meglio ancora. L’estate l’ho sempre vissuta come una stagione ricca di speranza, piena di prospettive felici e di progetti rilassanti, l’ho sempre percepita come il momento di recupero e riscatto nei confronti del resto dell’ anno, che solitamente è martellato dagli impegni e caratterizzato da quell’ aria puzzolente di scuola, sabati passati nei pub, e vestiti lunghi e pesanti che sicuramente sono coinvolti nel farti sentire un poco meno libero.
Quest’ anno invece le mie speranze, le prospettive, i riscatti e via dicendo non sono intrisi di felicità e ottimismo ma sono mutati in cupi pensieri. Sarà che nel mio paesello si vocifera che il fù “baretto”, quello libero, quello frequentato da gente giusta, quello avvolto dalla natura e cullato dal rumore del “grigna” quello animato da persone differenti, non ci sarà più, anzi, forse verrà consegnato nelle mani irresponsabili di un piccolo coglione diciasettenne, arrogante, di quelli che credono di avere il mondo in mano e invece hanno solo un sacco di merda nel cervello, il comune diciassettene da sonus porca puttana. Le date dei miei esami scandiscono i mesi fino a fine luglio e la voglia di studiare sta diminuendo esponenzialmente, è in crescita invece la voglia di partire, di organizzare una vacanza al mare con gli amici che probabilmente non potrà effettuarsi inquanto le tempistiche personali di ognuno lo impediscono.
L’unica certezza che ho, solo perchè ho trovato il coraggio di prenotare il volo è il ritorno in Ucraina, anch’ esso accompagnato da una buona dose di proccupazioni, i vecchi compagni di stanza e di avventura mi hanno probabilmente abbandonato e mi ritrovo nuovamente a partire da solo senza punti fissi e senza persone con le quali l’anno scorso avevo condiviso l’esperienza. Nemmeno i ragazzi Indigeni che l’anno scorso ci avevano aiutato nei lavori e nei quali io avevo riposto le fondamenta del mio percorso ucraino hanno la certezza di fermarsi all’ internat, anzi, non ho nemmeno la certezza di tornare a Gorodnia, potrei venir messo a lavorare in un orfanatrofio parecchio distante dalla sovracitata cittadina, immerso nella steppa e circondato da 15 abitazioni e nient’ altro. Comunque vada sarà una nova esperienza, e mi renderà sicuramente più forte e sorridente temprandomi in spirito. Certo la paura di un totale fallimento del viaggio resta, e vi assicuro che 15 giorni in posti così tristi se non si è motivati potrebbero sembrare infiniti per di più in totale astinenza da marijuana che sull’ aereo non mi sento di portare.
Le mie riserve aurifere appese a testa in giu nell’ armadio stanno per esaurirsi e il pensiero di dover nuovamente tornare all’ acquisto illecito mi rattrista l’animo e le papille gustative ormai abituate troppo bene non reggeranno il colpo. Resterà il ricordo di abbondanti boccate di fumo condivise con il mio coinquilino.
Buona vita a tutti….
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Coinquilino & Co…eeeeeh si! proprio buona…proprio buona…
Commento di Ciot Giugno 22, 2008 @ 1:15 pm[ora si aspetta che il pollice verde colpisca ancora...]hehehe
Ciao camuno, alla prossima
Dillo!