…some little expired pills!!


Terra d’ Ucraina (parte seconda)

Passando attraverso la piazza, poco distante si trova il mercato che si tiene ogni giorno, questo luogo aiuta a capire la semplicità dei commercianti e la povertà della gente che acquista. I rudimentali banchetti espongono merce di ogni tipo, dalla cancelleria alla ferramenta, dai pezzi di ricambio per biciclette alla frutta e verdura, dai prodotti per la casa all’ abbigliamento, il tutto esposto in modo molto confusionale e senza troppe confezioni o norme igieniche. A contornare il confine del mercato ci sono piccoli stabili dove risiedono alcune panetterie e una macelleria, in quest ultima possiamo trovare la carne esposta su più tavoli ricoperti con una tovaglia, senza refrigeratore e con parecchie mosche che ronzano nei paraggi. All’ interno del mercato trovano spazio anche piccoli banchetti allestiti su cassette della frutta, di qualche vecchio-contadino, che espone gli avanzi ortofrutticoli e li scabia per poche Grifnie che gli permettono forse di tirare a campare. Curioso è l’impatto che provoca l’avvicinarsi di un italiano ai banchetti sulle espressioni della gente, su quei visi segnati dalle rughe compaiono sorrisi sdentati accompagnati dalla speranza di un acquisto corposo.

La situazione non è poi così grigia se si parla di bar, lungo le vie della cittadina ce ne sono alcuni che fanno anche da mini-market e non è difficile incontrarvi a qualsiasi ora del giorno, gente ubriaca e puzzolente di vodka che affoga nel distillato di grano la noia e la povertà, rendendosi ancor più incapace di reagire alla situazione. Il problema dell’ alcolismo in Ucraina è una piaga dilagante anche tra i giovani di ambo i sessi, che trangugiano senza indulcenza bicchieri pieni di speranza e distruzione, bicchieri che rendono la gente violenta e ingravidata, fattori questi che permettono che gli orfanatrofi siano sempre ben pieni.

Nel mio trascorso a Gorodnia, la domenica quando non si lavorava ho avuto il “dispiacere” di visitare il luogo dove vengono spostati i bambini e i ragazzi durante l’estate, una sorta di colonia estiva chiamata “Lagher”(nome promettente). In questo luogo prendon piede i lavori dell’ altra fetta di volontari che si occupano di animare le giornate ai piccoli occupanti, prendendosi cura di loro, vivendo con loro e nello stesso modo. La situazione del lagher è precaria e delicata, il luogo è molto espansivo, i dormitori sono mal conci e i bagni sono delle vere latrine, tavoloni inchiodati e bucati con molteplici fori scaricanti nel terreno sottostante, all’ interno si sente un puzzo tremendo e il liquame che è visibile sul terreno e disgustoso, inoltre non esiste alcun separè tra una e l’altra postazione. L’acqua potabile è fornita attraverso l’ausilio di cisterne che raccolgono quella piovana. Esiste una doccia al chiuso non sempre utilizzabile ma fortunatamente il luogo è vicino ad un fiume dove ci si può lavare o divertire secondo l’esigenza.

…to be continued…


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