Archiviato in: scleri del quotidiano vivere | Tag: Albert; Hofmann; Albert Hofmann; lsd; trip
Sicuramente qualcuno di voi conosce questo curioso vecchietto dai bianchi capelli e dall’ espressione simpatica.
Ebbene il suo nome è Albert Hofmann e la struttura molecolare che regge nelle mani è quella di una sostanza a mio avviso unica che viene comunemente chiamata LSD.
L’ lsd o dietilamide-25 dell’ acido lisergico, è una delle sostanze allucinogene più potenti che si conoscano e inoltre è l’unica sostanza che in dosi così basse abbia un effetto psicoattivo sull organismo umano. Venne sintetizzata per la prima volta il 16 novembre del 1938 dal sovracitato vecchietto elvetico, che allora si occupava di ricerche in ambito farmacologico sugl’ alcaloidi dell’ argot(parassita della segale cornuta) e su quelli della scilla marina, nei laboratori della Sandoz. Mentre conduceva sperimentazioni con lsd, il professor Hofmann sbadatamente ne fece cadere qualche goccia sulle dita, avvertendo poi sensazioni percettive altrate e visioni tremolanti della realtà.
L’ appena citata esperienza condusse il chimico all’ auto-sperimentazione che lo portò ad assumerne un’ esagerata quantità e così conobbe per la prima volta i veri effetti della sostanza: d’apprima sensazioni di vertigini, profonda angoscia, distorsione visiva, sintomi di paralisi e voglia di ridere; Decise così di dirigersi verso casa e di abbandonare il laboratorio, così prese la bicicletta e pedalando verso l’abitazione si accorse che il mondo davanti ai suoi occhi non era più quello di prima; Fasci di colore differenti comparivano ai suoi occhi e correvano di fianco alla bicicletta, figure caleidoscopiche esplodevano alla sua vista ed emozioni mai provate, di angoscia e paura di morire cominciarono ad assalire il protagonista. Dopo parecchie ore l’effetto si attenuò, lasciando il visionario adagiato sul letto in una situazione di estasi e di mistiche visioni che lo cullarono fino al sonno. Si risvegliò in un alone di felicità, con un aurea benevola ed ego soddisfatto.
Conoscendo io queste vicende da un sacco di tempo, incuriosito e appassionato dalle sostanze psicoattive, dagli anni 60 e dal’ rock n’ roll, mi sono deciso e ho assunto mezzo cartone, accompagnato dal ricambiato fedele amico C. che si è fatto il trip insieme a me.
Ora, io non ho le parole per descrivere gli effetti quasi esoterici sicuramente ultraterreni che ho potuto vivere, probabilmente le parole per esplicare tali emozioni non sono ancora state inventate oppure non sono ancora divenute aggettivi, ognuno le combina come meglio crede per farsi capire, ma credo che solo i pochi fortunati che hanno potuto vivere l’ lsd riescano minimamente ad immedesimarsi.
Solo provando questa sostanza sono riuscito a farmi un idea della sua pericolosa e nello stesso tempo meravigliosa azione, solo ora riesco a capire le esperienze descritte dagli utilizzatori e ora posso rendermi conto di come prima potevo considerare insensate le cose che leggevo e ora invece riesco a specchiarmi in esse. Il luogo dove ci si trova è parte fondamentale nella buona riuscita del viaggio e le persone che si hanno intorno completano il quadro delle sensazioni che sono totalmente amplificate e poi riamplificate nuovamente. Per una sera posso dire di essermi sentito parte concreta del mondo, attaccato ai luoghi dove stavo, parte integrante e centro del mondo che mi si creava intorno molto più ampio negli spazi e totalmente distaccato dal tempo che è solito scandire le nostre giornate abituali.
E’ stata un esperienza nuova, una riscoperta delle situazioni, delle persone e degli oggetti che gia vivevo ogni giorno ma con la particolare rivalutazione indotta dalla sotanza, che ti aiuta a percepire ogni cosa con nuovi piccoli o grossi particolari che posso emozionarti al punto di commuoverti. Ascoltando la musica, in particolare i Doors ho percepito suoni che prima non potevo udire e la melodia mi trasportava all’ interno di vortici colorati e mi metteva la voglia di ballare, di evadere dagli spazi chiusi e di condividere la mia felicità con le persone che avevo accanto portandomi a danzare con il mio amico C a dnzare nel centro di un vasto campo appena seminato a grano
.
E’ stata una nottata folgorata da sensazioni al di la della paura dell’ ignoto e sovrastanti la felicità dell’ orgasmo, nottata che ha regalato a me come ad Hofmann un seguito di soddisfazione di aver superato il viaggio e una felicità pulita e insensata.
Questo post vuole essere un omaggio al grande Albert Hoffman che si è spento all’ età di 102 anni, pochi giorni fa; e vuole essere un invito di ridimensionamento verso chi abusa di questa magica opportunità di fuga dal mondo, facendola divenire una droga pericolosa usata senza cognizione.
Sicuamente quando sarà il momento giusto io salirò nuovamente sulla bicicletta e pedalerò verso un mondo più completo e veritiero che mi lascerà nuovamente con quella soddisfazione di felicità e spensieratezza che la contraddistingue.
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Terra, luce ed acqua,
materiali semplici
composti complici,
getta un seme e saranno magici;
pazienta giornate, la natura si smuove
un trucco maestrale e cambian le cose,
Scruta il germoglio apprezza,
sorveglia,
in pochi giorni, dun’ tratto…
è nata una foglia,
non perder pazienza e prendila a cuore
bagna, concima ammira il colore.
dopo foglie su foglie
poi rami su rami
la sera s’affretta
e nascon gli stami,
controlla ogni pianta
respirane il fiore,
raccogli le cime
degusta il sapore
aspira profondo
e buon viaggio, scappa, corri, vola…
lontano dal mondo!!